Concia al Cromo: Come si conciano le Pelli?

concerie concia al cromo trivalente

La concia al cromo è tra i tipi di concia più ampliamente utilizzati per conciare la pelle grazie alle capacità di creare legami trasversali molto stabili del cromo trivalente (Cr3+) con la struttura del collagene dei pellami. Quest’ultimo si presenta sottoforma di sale (solubile in acqua) dal colore verde e fa parte della famiglia dei metalli pesanti.

Il tipo di cromo usato per la concia delle pelli è definito un oligonutriente essenziale, che oltre ad essere usato per la produzione del cuoio, trova applicazione anche in altri settori come quello dell’acciaio e dei tessuti.

Prima di passare al vero e proprio processo di concia al cromo, le pelli vengono sottoposte al piclaggio, che agevola notevolmente la penetrazione del Cr3+ (cromo trivalente) nelle fibre della pelle. Senza questo passaggio ed in condizioni di pH elevato (da pH 4 in poi) il cromo diverrebbe insolubile e causerebbe una penetrazione soltanto nei punti esterni della pelle, inoltre superare pH 4 condurebbe la pelle ad assumere una colorazione tendente verso il verde che comporterebbe problemi nella fase di tintura.

La concia al cromo,ha origini molto recenti, infatti si hanno sue notizie dalla fine del 1800, successivamente (nel 1910) fù brevettata la prima concia al cromo e conobbe una significativa espansione in ambito industriale dopo il dopoguerra.

Oggi, questa tecnica di concia ricopre un ruolo assai importante rispetto ad altre tipologie di concia; è possibile utilizzarla su pelli bovine, pelle di pecore , agnelli , capre , maiali e  si stima che oltre l’80% dei pellami viene conciato con il cromo trivalente.

Vantaggi della concia al cromo:

  • maggiore stabilità termica;
  • maggiore resistenza all’acqua (se trattate a modo, i pellami possono diventare idrorepellenti);
  • Richiede meno tempo per la lavorazione, infatti il tempo medio del trattamento va dalle sei alle otto ore circa;
  • Il tipico colore che assume la pelle una volta ultimato il processo (chiamata WET-BLUE), ne permette una facile tintura ed è possibile realizzare una svariata composizione di articolistica;
  • Le fibre sottoposte a questo trattamento mostrano un’elasticità ed una resistenza alla trazione assai soddisfacente (che può essere ancora migliorato in un processo successivo detto ingrassaggio);
  • Garantisce la più alta resistenza all’attacco idrolitico da parte degli acidi e dei batteri;
  • Costi di produzione competitivi;
  • Possibilità di recuperare il cromo trivalente dai bagni esausti;

Una volta finito questo trattamento, le pelli si presentano con un tipico colore azzurro chiaro, da cui prendono il nome di WET BLUE e possono essere tinte di svariate tonalità di colore.